Per chi votare? Un po’ di informazione

10 Aprile 2008 1 commento

Ho deciso anch’io di fare un contratto con gli italiani.

14 Marzo 2008 2 commenti

sivio berlusconi precario contratto italianiHo deciso anch’io di fare un contratto con gli italiani.

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Il nucleare….. un’opportunità da non perdere!!!

12 Marzo 2008 1 commento

Per un mondo migliore

10 Marzo 2008 3 commenti

decrescita cambiamento mondoIo non credo che saranno grandi uomini o grandi imprese a cambiare questo mondo.

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Essere adulti

21 Febbraio 2008 1 commento

La scienza e la ricerca per un mondo migliore? Non lo so. Sicuramente per un mondo più strano

14 Febbraio 2008 1 commento

dnaProvate ad immaginare la scena:
ora di cena, il marito (brillante ingegnere) torna a casa tardi dal lavoro, saluta il figlio e si mettono a tavola.
"Com’è andato oggi il lavoro?" chiede la moglie.
"Bene, abbiamo finalmente portato a termine il progetto a cui stavamo lavorando da molto tempo" risponde
"E cosa avete fatto?" chiede il figlio
"Abbiamo creato dei gatti fluorescenti."
"Cosa avete creato??" chiede stupefatta la moglie
"Dei gatti fluorescenti"
"Dei gatti cosa???"
"Fluorescenti"

Questa purtroppo non è una storia inventata, è la realtà.
Qui trovate il servizio video di L’Espresso

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Un universo parallelo chiamato politica. Ma cambiare si può, cambiare si deve.

6 Febbraio 2008 1 commento

politicaProprio così, ormai la politica è un mondo parallelo che non ha più nessun contatto con il mondo reale, con il mondo della gente normale, con il buon senso, con la vita.
E’ un organismo amorfo che vive di se stesso, si rigenera e si nutre dei propri scarti, completamente isolato da tutto il resto. L’unico collegamento esistente con il mondo reale è un cordone che serve solamente a succhiare soldi.
C’è solamente un altro organismo che vive in simbiosi con la politica, sono i media, si alimentano l’uno con l’altro fagocitando tutto quello che trovano di buono intorno a loro.
Si dice che ognuno ha ciò che si merita, in un certo senso è vero, se abbiamo questi politici è perché ce li meritiamo, se fanno certe trasmissioni è perché le guardiamo…
Però la cosa è degenerata, ha assunto proporzioni fantascientifiche, non è più accettabile neanche dagli italiani (che in fatto di sopportazione sono ben allenati).
Presto ci saranno nuove elezioni, ma a chi dare il voto?
Che situazione… siamo arrivati al capolinea…
Secondo me noi italiani dobbiamo ritrovare un po’ d’amore per noi stessi, ridare significato e dignità a questa Italia che ha avuto e dovrebbe ancora avere un grande ruolo ed una grande importanza a livello mondiale.
L’Italia non è quel lembo di terra a forma di stivale che vediamo sulle cartine, l’Italia è un suono, un suono ritmico ben scandito, il suono dei nostri cuori che battono.

 

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USA: GLI INDIANI LAKOTA STRACCIANO I TRATTATI CON WASHINGTON

21 Dicembre 2007 2 commenti

nativi americaniUn segno di speranza per tutto il mondo.
Per tutti gli oppressi, per tutti quelli che sono costretti a subire soprusi, per tutti quelli che per troppo tempo non hanno potuto far sentire la propria voce, manifestare le proprie idee, esprimere la propria cultura.

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Eravamo molto potenti e connessi con la terra

20 Dicembre 2007 1 commento

nativi americaniDiscorso tenuto alla Fiera dell’Ecologia di Parigi 2007 da Marie Randall
un’ indiana Lahkota dalla riserva di Wanblee a Pine Ridge, Sud Dakoda, USA.

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Il segreto della vita

4 Dicembre 2007 1 commento

il segreto della vitaViveva un tempo in India un re di nome Janaka.
Era conosciuto in ogni dove per la sua saggezza e spiritualità.
Un giorno arrivo a palazzo un pellegrino e chiese di parlare con il re.
Quando fu al suo cospetto gli disse: "Omaggio a te re Janaka, tu sei conosciuto per la tua sapienza e la tua saggezza. Io ho attraversato valli e montagne nella speranza di avere da te una risposta".
"Dimmi" rispose il re "Se potrò sarò felice di aiutarti"
"La domanda che vorrei farti e questa: qual’è il segreto della vita?"
Il re Janaka stette un attimo in silenzio e disse: "Vieni con me, voglio mostrarti il mio palazzo. Ma prima devi fare una cosa per me. Dovresti reggermi questa ciotola d’acqua, ma non tenerla in mano, mettila sulla testa e stai attento a non versarla".
Dopodiché lo condusse nel palazzo stracolmo di cose preziose, quadri, vasi, stupende decorazioni, fregi, mobili intarsiati a mano, statue d’oro e argento.
Quando ebbero concluso la visita il re sorrise e chiese al pellegrino: "Allora ti è piaciuto il palazzo?" "E’ bellissimo!" rispose "Una simile meraviglia è degna del più grande imperatore" "A proposito" continuò il re "Puoi restituirmi la ciotola che ti avevo affidato? Mi è venuta sete".
"Certamente" rispose il pellegrino porgendola.
Ma quando il re la prese in mano si accorse che era vuota, senza dire parola guardò il pellegrino che si scusò immediatamente: "Mi dispiace, ma ero così rapito ed estasiato nell’ammirare il tuo palazzo che non mi sono reso conto di stare perdendo tutta l’acqua".
"Non preoccuparti" disse Janaka "adesso ne rimetto dell’altra, devo ancora mostrarti i giardini reali".
E così continuarono a camminare attraverso fiori di mille colori, enormi alberi centenari, laghetti pieni di fiori di loto, arbusti decorativi di ogni tipo e variopinti uccellini dal canto melodioso che svolazzavano di ramo in ramo.
Finito di visitare i giardini il re chiese di nuovo la ciotola al pellegrino. Questa volta non era caduta neanche una goccia d’acqua.
"Molto bene" disse il re "vedo che la tua attenzione è migliorata, questa volta non hai versato neanche una goccia d’acqua. E dimmi, ti sono piaciuti i giardini del palazzo? Avevi mai visto alberi così imponenti, uccelli dalle piume così colorate e fiori di loto così grandi?"
"Mi dispiace mio caro re" rispose il pellegrino "ero così preso a non versare l’acqua che non ho visto assolutamente niente dei tuoi giardini."
"E’ un vero peccato" replicò il re "Hai perso l’occasione di gioire della bellezza che madre terra ha creato per noi"

Poi il re porse la ciotola d’acqua al pellegrino e disse:
"Il segreto della vita è proprio questo, gioire di quello che la vita ci offre, ma senza arrivare alla meta con la ciotola vuota"

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